CHI SIAMO

L’Archivio delle memorie migranti è uno spazio reale e virtuale di racconti, autonarrazioni e dialoghi tra chi ha vissuto l’esperienza della migrazione e vuole condividerla e chi è interessato a conoscerne il vissuto e le riflessioni. AMM è una “comunità di pratica” fatta di persone che perseguono obiettivi comuni da punti di vista diversi e molteplici: dalla raccolta di testimonianze alla produzione di racconti di sé, dalla realizzazione di audio e video partecipati alla elaborazione di materiali didattici per far rivivere l’esperienza della migrazione nelle scuole. A chiunque sia interessato.

Archivio delle Memorie Migranti

ARCHIVIO

L’Archivio contiene autonarrazioni, interviste, ricerche e riflessioni teoriche sottoforma di testi scritti, audio, video e immagini. È possibile consultare i materiali on line oppure scrivendoci per quelli non fruibili tramite il sito.

Autonarrazioni

In questa sezione si possono trovare racconti, prevalentemente scritti – ma spesso corredati di immagini, video, audio – di soggetti migranti che intendono condividere le

Autonarrazioni
Interviste

La sezione ‘interviste’ contiene la documentazione relativa a incontri, conversazioni, interviste, cerchi narrativi o colloqui tenuti, svolti o organizzati dai volontari, ricercatori, e soci di

Interviste
Ricerche

Sezione dedicata alla riflessione critica e alle ricerche svolte sul lavoro e le attività di AMM, al suo sviluppo nel tempo, i suoi cambiamenti, la

Ricerche

Film

È possibile partecipare alle attività di AMM organizzando la proiezione dei nostri film, che possono essere richiesti per una visione privata o collettiva, anche con la presenza degli autori. Nei film di AMM l’esperienza della migrazione, e non solo, è raccontata dal suo interno, sfruttando le peculiarità del linguaggio audiovisivo e dei metodi partecipativi.

BENVENUTI IN ITALIA

Un film documentario di Aluk Amiri, Hamed Dera, Hevi Dilara, Zakaria Mohamed Ali, Dagmawi Yimer,...

Donec dapibus

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Pellentesque

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Va’ pensiero. Storie ambulanti

  Un film di Dagmawi Yimer, 2013 (55’). Va’ pensiero è il racconto incrociato di...

Soltanto il mare

  Un documentario di Dagmawi Yimer, Giulio Cederna, Fabrizio Barraco, 2011 (49’) Regia, fotografia, suono:...

To whom it may concern

  Un documentario di Zakaria Mohamed Ali, 2013 (16′) Dopo Soltanto il mare, un altro...

PROGETTI

DiMMi

“Diari Multimediali Migranti” è il concorso nazionale di racconti di sé che raccoglie e fa conoscere le storie di persone di origine o provenienza straniera

DiMMi
FRMM (ex RAMM)

  Il Fondo Rete Memorie Migranti (FRMM) presso l’Istituto Centrale per i Beni Sonori e Audiovisivi raccoglie materiali audiovisivi sulla memoria dell’immigrazione in Italia e

FRMM (ex RAMM)
Premio MUTTI

IL PREMIO GIANANDREA MUTTI: il cinema migrante Perché un premio rivolto a registi stranieri in Italia?   Per un film maker italiano o straniero di

Premio MUTTI
BENVENUTI IN ITALIA, il progetto

Cinque cortometraggi scritti, girati e diretti da ragazze e ragazzi immigrati in Italia. Un mosaico di piccole storie accomunate dalla ricerca di uno sguardo interno

BENVENUTI IN ITALIA, il progetto
Il rovescio della migrazione

L’intuizione teorica che ha dato il titolo alla ricerca è che la condizione degli immigrati sia attraversata da una serie di rovesciamenti (lessicali, semantici e

Il rovescio della migrazione
Premio Cesare Zavattini

Sono on line il Bando e il Regolamento della quinta edizione del PREMIO CESARE ZAVATTINI, promosso dalla Fondazione Aamod, cui possono partecipare giovani filmmaker tra i

Premio Cesare Zavattini

AMM è particolarmente lieta di annunciare la mostra del fotografo Mohamed Keita, con cui ha condiviso e continua a condividere progetti, iniziative e passioni comuni.KENE/ Spazio arriva a Napoli dove sarà in mostra al Museo Archeologico di Napoli, dal 22.10 al 30.11.

Acquistando una delle opere in mostra o il libro fotografico KENE - Mohamed Keita sul sito www.studiokene.org, sarà possibile sostenere le attività di KENE in Mali, contribuendo allo sviluppo comunitario con interventi di risanamento idrico e azioni di promozione dei diritti e della salute delle donne.

KENE è progetto espositivo, ideato da Mohamed Keita, promosso da Fondazione Pianoterra Onlus e curato da Sara Alberani.
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In occasione della “Giornata della Memoria e dell’Accoglienza”, AMM presenta il documentario di Zakaria Mohamed Ali “Il signore di Mogadiscio - raccontare per sopravvivere”, un film documentario sul drammatico naufragio del 3 ottobre 2013, in cui hanno perso la vita 368 migranti provenienti dal Corno d’Africa.
“Il signore di Mogadiscio” rappresenta un ulteriore lavoro di scavo nella memoria, un atto di resistenza civile e culturale che, attraverso testimonianze e interviste, denuncia le difficoltà e le violenze cui sono sottoposti i migranti già prima dell’arrivo, e si interroga su un sistema che si rivela di discriminazione più che di accoglienza'.

Il documentario sarà disponibile online a partire da stasera fino a domenica 11 ottobre.

https://vimeo.com/299921782Un film di Zakaria Mohamed Ali. Dopo il drammatico naufragio del 3 ottobre 2013, in cui hanno perso la vita 368 migranti dal Corno d’Africa, Zakaria Mohamed…
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Giornata della Memoria e dell'Accoglienza 2020,
dal 30 settembre al 3 Ottobre a Lampedusa,
leggete il programma!
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Premiazione DiMMi 2020
vincitori e motivazioni giuria

È stata una bellissima festa, nonostante gli abbracci non dati e quanto mai desiderati. Un pomeriggio intenso, di grandi e forti emozioni che hanno rapito il pubblico presente in piazza durante la presentazione delle storie e i numerosi amici collegati in diretta streaming.
Riportiamo qui di seguito le motivazioni ufficiali della giuria nazionale.

La Giuria di DIMMI di Storie Migranti ha deciso di premiare gli scritti di (segue la motivazione):

Abdoulie Bojang
Che ha raccontato la sua back way dal Gambia all’Italia fatta di osservazione e partecipazione emotiva nelle vite di tutti quei sommersi e salvati che ci ricordano l’impietosa casualità del male e del bene;

Mamadou Diakite
Che è tornato a condividere con DIMMI il suo essere sognatore, e il suo impegnarsi in mille contesti (“come un pazzo”, dice lui), dalla scuola al lavoro al teatro, per trovare la sua strada in Italia, avendone da pochi anni messa alla spalle una, di strada, tanto più gravosa. Nel farlo, nel raccontarci il suo presente, Mamadou non dimentica chi si trova oggi dov’era lui ieri, e ce ne parla mettendoci testa e cuore.

Elona Aliko
Che è tornata a condividere con DIMMI il suo cambio di prospettiva: da giovanissima migrante a volontaria al fianco di chi non ha altra soluzione, per sopravvivere, che quella di lasciare il proprio Paese in guerra. E lo ha fatto con una partecipazione e un coinvolgimento che nulla tolgono alla lettura critica della situazione geo-politica dei territori del MO;

Toriale Hashemi
Che ha illustrato cosa vuol dire nascere e crescere e poi fuggire da un Paese, senza averlo mai conosciuto in tempo di pace;

Suhaila Javaheri
Che ha mostrato, in un italiano imperfetto e poetico, le prove intellettuali ed emotive cui è sottoposta la figura dell’interprete in un campo profughi, sospeso tra l’impossibile partecipazione e l’inevitabile umanità;

Django
Che “è sopravvissuto perché ha amato la vita”, come dice, ma quanto ha lottato per difendere il suo diritto a vivere. Che ci ha ricordato come ancora oggi esistano l’odio razziale, la cosiddetta “pulizia etnica”, e che ci sono donne e uomini per i quali sopravvivere nel luogo in cui sono nati è impossibile;

Amir Faghihi
Che è un combattente, e ci ha parlato della sua vita dedicata a un ideale grande come un sogno collettivo: un Iran democratico, fatto da donne e uomini liberi di esprimersi e decidere sulla propria esistenza;

Zahra Kian
Che ha affabulato con i suoi ricordi di un’infanzia in guerra, regalando immagini fortemente evocative che intrecciano la storia del suo Paese con quella della propria famiglia;

Malick Jatta
Che con crudezza e coraggio ha ripercorso per DIMMI un pezzo della sua back way dal Gambia all’Italia, affermando – se ancora ce ne fosse bisogno – il segno marcato a fuoco sulla psiche dei migranti, oltre che sulla loro carne viva.

Grazie a tutti: ai protagonisti e autori delle storie, a tutti i partner del progetto e a tutte le persone che hanno reso possibile che questa edizione di DiMMi sia stata ancora una volta così speciale.

MOTIVAZIONI PREMIO
Concludiamo questa quinta edizione di DIMMI di Storie Migranti con numeri importanti, che provano il successo e la ragion d’essere di questo spazio di incontro, condivisione e testimonianza.
Il racconto di un vissuto che, ancora troppo spesso, è marchiato a fuoco dal dolore, dalla sofferenza, dal rischio della vita stessa.
A emergere è una importante riflessione sull’identità, l’io sospeso tra due culture: quella d’origine e quella di approdo. Nei confronti dell’una quanto dell’altra si rilevano inedite posizioni di analisi, di partecipazione e di critica: posizioni mai superficiali, che sfuggono a facili etichettature.
Si rileva infine come la Storia del Novecento – quella con la S maiuscola – continui a impattare e condizionare la vita delle giovani donne e dei giovani uomini degli anni Duemila. Come i regimi, siano essi ancora in piedi o ormai al collasso, impattino sulle scelte degli individui e su quelle delle famiglie.

Qui il video integrale dell'incontro con gli autori e della premiazione dei finalisti:
▶️ https://www.youtube.com/watch?v=7SV8lp7znFg

#DIMMI #StorieMigranti al #premiopievePremiazione DiMMi 2020
vincitori e motivazioni giuria

È stata una bellissima festa, nonostante gli abbracci non dati e quanto mai desiderati. Un pomeriggio intenso, di grandi e forti emozioni che hanno rapito il pubblico presente in piazza durante la presentazione delle storie e i numerosi amici collegati in diretta streaming.
Riportiamo qui di seguito le motivazioni ufficiali della giuria nazionale.

La Giuria di DiMMI di Storie Migranti ha deciso di premiare gli scritti di (segue la motivazione):

Abdoulie Bojang
Che ha raccontato la sua back way dal Gambia all’Italia fatta di osservazione e partecipazione emotiva nelle vite di tutti quei sommersi e salvati che ci ricordano l’impietosa casualità del male e del bene;

Mamadou Diakite
Che è tornato a condividere con DIMMI il suo essere sognatore, e il suo impegnarsi in mille contesti (“come un pazzo”, dice lui), dalla scuola al lavoro al teatro, per trovare la sua strada in Italia, avendone da pochi anni messa alla spalle una, di strada, tanto più gravosa. Nel farlo, nel raccontarci il suo presente, Mamadou non dimentica chi si trova oggi dov’era lui ieri, e ce ne parla mettendoci testa e cuore.

Elona Aliko
Che è tornata a condividere con DIMMI il suo cambio di prospettiva: da giovanissima migrante a volontaria al fianco di chi non ha altra soluzione, per sopravvivere, che quella di lasciare il proprio Paese in guerra. E lo ha fatto con una partecipazione e un coinvolgimento che nulla tolgono alla lettura critica della situazione geo-politica dei territori del MO;

Toriale Hashemi
Che ha illustrato cosa vuol dire nascere e crescere e poi fuggire da un Paese, senza averlo mai conosciuto in tempo di pace;

Suhaila Javaheri
Che ha mostrato, in un italiano imperfetto e poetico, le prove intellettuali ed emotive cui è sottoposta la figura dell’interprete in un campo profughi, sospeso tra l’impossibile partecipazione e l’inevitabile umanità;

Django
Che “è sopravvissuto perché ha amato la vita”, come dice, ma quanto ha lottato per difendere il suo diritto a vivere. Che ci ha ricordato come ancora oggi esistano l’odio razziale, la cosiddetta “pulizia etnica”, e che ci sono donne e uomini per i quali sopravvivere nel luogo in cui sono nati è impossibile;

Amir Faghihi
Che è un combattente, e ci ha parlato della sua vita dedicata a un ideale grande come un sogno collettivo: un Iran democratico, fatto da donne e uomini liberi di esprimersi e decidere sulla propria esistenza;

Zahra Kian
Che ha affabulato con i suoi ricordi di un’infanzia in guerra, regalando immagini fortemente evocative che intrecciano la storia del suo Paese con quella della propria famiglia;

Malick Jatta
Che con crudezza e coraggio ha ripercorso per DIMMI un pezzo della sua back way dal Gambia all’Italia, affermando – se ancora ce ne fosse bisogno – il segno marcato a fuoco sulla psiche dei migranti, oltre che sulla loro carne viva.

Grazie a tutti: ai protagonisti e autori delle storie, a tutti i partner del progetto e a tutte le persone che hanno reso possibile che questa edizione di DiMMi sia stata ancora una volta così speciale.

MOTIVAZIONI PREMIO
Concludiamo questa quinta edizione di DIMMI di Storie Migranti con numeri importanti, che provano il successo e la ragion d’essere di questo spazio di incontro, condivisione e testimonianza.
Il racconto di un vissuto che, ancora troppo spesso, è marchiato a fuoco dal dolore, dalla sofferenza, dal rischio della vita stessa.
A emergere è una importante riflessione sull’identità, l’io sospeso tra due culture: quella d’origine e quella di approdo. Nei confronti dell’una quanto dell’altra si rilevano inedite posizioni di analisi, di partecipazione e di critica: posizioni mai superficiali, che sfuggono a facili etichettature.
Si rileva infine come la Storia del Novecento – quella con la S maiuscola – continui a impattare e condizionare la vita delle giovani donne e dei giovani uomini degli anni Duemila. Come i regimi, siano essi ancora in piedi o ormai al collasso, impattino sulle scelte degli individui e su quelle delle famiglie.

Qui il video integrale dell'incontro con gli autori e della premiazione dei finalisti:
▶️ https://www.youtube.com/watch?v=7SV8lp7znFg

#DIMMI #StorieMigranti al #premiopieve
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CONTATTI

amm.segreteria@gmail.com 𝗦𝗲𝗱𝗲 𝗼𝗽𝗲𝗿𝗮𝘁𝗶𝘃𝗮: c/o Circolo Gianni Bosio Casa della Memoria e della Storia Via San Francesco di Sales, 5 – 00165 Roma 𝗦𝗲𝗱𝗲 𝗹𝗲𝗴𝗮𝗹𝗲: Via di Panìco, 18 (int. 8) – 00186 Roma 𝗖𝗼𝗱𝗶𝗰𝗲 𝗳𝗶𝘀𝗰𝗮𝗹𝗲: 97681790586