RAMM

Per una rete di archivi su migrazioni e memoria (RAMM)

promossa da

Archivio delle memorie migranti;
Circolo Gianni Bosio;
Università degli studi di Napoli “L’Orientale”;
Istituto Centrale per i Beni Sonori e Audiovisivi

 

Negli ultimi anni l’Italia, insieme alla Spagna, è diventato uno dei paesi di più forte immigrazione in Europa; tale situazione ha comportato grandi difficoltà di accoglienza e impone, e imporrà sempre più in futuro, una riflessione collettiva su questa complessa vicenda storica. A oggi sono presenti sul territorio italiano ca. 5 milioni di stranieri, 700.000 bambini non italiani frequenteranno le nostre aule nell’anno scolastico 2012-2013. A motivo di ciò, la società italiana e il vasto patrimonio di memorie al suo interno vanno cambiando come anche le richieste di inclusione e appartenenza indispensabili per favorire i necessari processi di integrazione.

Da ciò risulta opportuna la produzione e raccolta di memorie, narrazioni, musiche, scritti e testimonianze audio e video provenienti da comunità straniere in Italia, e in particolare dalle comunità più significative di migranti, rifugiati e richiedenti asilo in Italia. L’idea di comporre una rete di archivi delle memorie migranti con soggetti già impegnati in queste attività nasce dalla convinzione che l’Italia sia ormai pronta a raccogliere nella propria memoria collettiva le tracce culturali degli accresciuti percorsi migratori nel nostro paese. E che occorra farlo privilegiando modalità di ascolto, di ricerca e di documentazione centrate su modalità interattive e partecipative di archiviazione e diffusione dei risultati.

La Rete di archivi delle memorie migranti risponde all’obiettivo di voler lasciare traccia nella coscienza e nella consapevolezza della società italiana di un vissuto collettivo di alterità in cammino e di imprenditorialità umana che esprime il fenomeno della mobilità transnazionale a tutti i livelli. Essa intende essere il punto di riferimento di chi voglia condividere e rendere accessibili al pubblico testi, film, registrazioni di storie di vita e video-narrazioni che testimonino un nuovo modo di comunicare, in modo partecipato e interattivo, unendo gruppi misti di educatori, operatori di terreno e migranti in un lavoro comune di rappresentazione e di sollecitazione nell’opinione pubblica di temi, situazioni e diritti relativi alla condizione degli stranieri migranti tra noi.

Obiettivi

Sono obiettivi della Rete:

– la raccolta di memorie, musiche, testimonianze, narrazioni orali e audio-visive per ricostruire i percorsi di mobilità transnazionale e di inserimento degli stranieri migranti in Italia attraverso e diffondere maggiore informazione e consapevolezza sui processi di convivenza e interazione interculturale nel paese;

-produrre documenti audio e video didattici da diffondere nelle scuole, nei luoghi di aggregazione sociale, nelle comunità diasporiche e nei punti di incontro della società civile sui percorsi migratori, sull’inserimento e le pratiche di accoglienza relative a stranieri migranti, rifugiati e richiedenti asilo;

-collegare l’esperienza immigratoria di oggi a quella emigratoria europea e italiana del passato, sottolineandone difficoltà e sofferenze ma anche gli esiti e le ramificazioni positive nella crescita più articolata della condizione umana.

-restituire dignità di fonte alle memorie dell’alterità in Italia, istituzionalizzando e professionalizzando un processo finora portato avanti perlopiù da soggetti della società civile. Il supporto di istituzioni universitarie e archivistiche nazionali permetterà il raggiungimento dei necessari standard professionali per la conservazione, archiviazione e fruizione dei materiali raccolti dai vari partner.

I primi passi della rete

Il 27 gennaio 2012 è stata firmata la Convenzione tra l’Istituto Centrale per i Beni sonori e Audiovisivi, l’Università di Napoli “L’Orientale”, l’Archivio delle memorie migranti e il Circolo Gianni Bosio (vd. in allegato il testo della Convenzione). In una riunione successiva delle modalità di archiviazione dei materiali che ogni partner vorrà includere nel progetto. Sono state indicate le seguenti modalità operative:

1) I soggetti della Rete potranno decidere, in piena autonomia, se depositare copie dei materiali o i supporti originali (per garantire la migliore modalità di conservazione disponibile). La proprietà dei materiali rimane nell’Ente originario di conservazione.

2) I materiali diventano patrimonio pubblico una volta entrati nella Rete e accolti nel sistema dell’Istituto Centrale per i Beni Sonori Audiovisivi. Le modalità di trattamento e incorporazione dei singoli materiali verranno definite di volta in volta.

3) La catalogazione dei materiali depositati seguirà il sistema adottato dall’ICBSA nel rispetto dei supporti praticati nella conservazione originaria. L’ICBSA fornirà una scheda base di precatalogazione da compilare al momento della creazione della fonte e verranno individuate modalità operative per rendere “comunicanti” i database singoli con quello dell’ICBSA.

4) La digitalizzazione dei materiali da depositare, laddove non effettuata direttamente dall’ICBSA, verrà effettuata attraverso l’istituzione di workstation che verranno allestite inizialmente presso la Casa della Memoria e della Storia a Roma e presso l’Università degli studi di NAPOLI “L’Orientale” con il supporto specialistico dell’ICBSA.

5) L’ICBSA assicurerà, in acccordo con i partner della Rete, la propria struttura centralizzata e i servizi di accesso e consultazione anche periferici per assicurare la piena visibilità ai materiali della Rete in parallelo a quelli offerti autonomamente dalle istituzioni partner, in modo da rendere accessibili tali materiali in più modi e da più direzioni.

 

Scarica il testo della Convenzione (2015)

È possibile consultare il Fondo Rete Memorie Migranti sull’OPAC Polo DDS ICBSA