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Un confine di specchi

Stefano Savona

Mazara del Vallo (Tp); Tunisi - 2002 - 54'

Scheda film

Regia, Fotografia: Stefano Savona;

Montaggio: Marzia Mete;

Produzione: MAAT, Tìpota, con la partecipazione di Tele+

Formato: DV

Sinossi

Un mese nella vita di un gruppo di pescatori tunisini (Taufik, Habib, Ridha, Hassin) imbarcati sul peschereccio “Prometeo” di Mazara del Vallo, in Sicilia. Un mese che sembra iniziare come tutti gli altri negli ultimi quindici anni delle loro esistenze, e che si rivela invece decisivo per il loro destino. Sullo sfondo c’è un’altra emigrazione: quella dei 150.000 siciliani (pescatori, contadini, muratori, minatori) che dalla fine dell’ottocento si trasferirono in Tunisia. Storie di incontri, amicizie, incomprensioni, ostilità, amori, sfruttamento, collaborazioni, simbiosi, tradizioni e religioni diverse che si specchiano l’una nell’altra e che a tratti si distinguono a fatica. Sulle due sponde del Canale di Sicilia non sempre si contrappongono due culture diverse; ma nei secoli si è anche costituita quasi una maniera comune di stare insieme, una risposta unificata ai comuni bisogni della vita quotidiana. Ma anche qui, inevitabilmente, la modernità irrompe nei destini di questi uomini, frantumandone le abitudini quotidiane legate a modi di vita vecchi di secoli, stravolge i ritmi delle esistenze, trasformando l’antica attività della pesca in una pratica alienante e abbrutente che ha fatto suoi i modi e i ritmi della produzione industriale. A bordo del “Prometeo”, tra i vicoli arabi di Mazara del Vallo, nei cortili delle case di Mahdia in Tunisia, insieme al fascino per un modo di vita fatto di incontri per strada, di frotte di bambini in libertà, di interminabili discussioni al caffè o sui muretti, all’attrazione per una maniera di stare insieme ancora antica e semplice, si prova quasi sconforto, certamente malinconia, per questa sensazione di fine imminente o addirittura già presente negli innumerevoli piccoli trionfi della modernità. Un destino che forse è anche il nostro.

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