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Le ferie di Licu

Vittorio Moroni

Roma - 2007 - 93'

Scheda film

Regia: Vittorio Moroni;

Con: Md Moazzem Hossain Licu, Fancy Khanam, Giulia Di Quilio, Khokan Miah, Anwar Khan, Andrea Wu, Syed Mohammed Ali, Mirco Tagliaferro, Arianna Marinazzo, Abdel Karim, Delowar Hossain Khan, Alessia Corazza;

Soggetto/Sceneggiatura: Vittorio Moroni, Marco Piccarreda;

Fotografia: Vittorio Moroni, Marco Piccarreda, Habib Rahman;

Montaggio: Marco Piccarreda;

Musica: Mario Mariani;

Produzione: 50N;

Formato: 35 mm

Sinossi

Licu, 27 anni, è arrivato a Roma dal Bangladesh da otto anni e da poco ha ricevuto il permesso di soggiorno. Musulmano, Licu vive in un appartamento che divide con altre otto persone, e lavora dodici ore al giorno dividendosi tra il magazzino di un laboratorio tessile e la cassa di un negozio di generi alimentari. Licu si è integrato piuttosto bene, ma per rispettare le usanze del suo paese accetta di sposare la ragazza che sua madre ha scelto per lui. Licu parte così per il Bangladesh dove avrà luogo il matrimonio con Fancy, una ragazza di 18 anni che lui ha visto solo in fotografia. Dopo vari contrattempi e complicazioni, il matrimonio viene celebrato e i due novelli sposi tornano in Italia dove inizieranno il difficile cammino per imparare a conoscersi e, se possibile, amarsi. «Moroni ottiene una sorprendente vicinanza d'osservazione, mantenendo un altrettanto sorprendente rispetto delle distanze. La macchina da presa non invade il mondo dei due giovani, ma sa raccontarcelo dall'interno. Si comporta come un invitato attento e rispettoso, e proprio questa sua discrezione curiosa ne fa il terzo protagonista del film. Non a caso, appena arrivato al suo villaggio, Licu si volge verso la macchina da presa e la presenta ai suoi. Loro mi accompagnano dall'Italia, dice pressappoco, indicando gli autori e la troupe (che restano celati ai nostri occhi). E bene ha fatto il montaggio a mantenere questa inquadratura breve. Non ricordiamo d'avere visto un "disvelamento" dell'obbiettivo tanto spontaneo e tanto felicemente narrativo» (Roberto Escobar, «Il Sole 24 ore») «Il film ha soprattutto un pregio di onestà intellettuale. Di fronte all'atteggiamento culturalmente schizofrenico di Licu, che pure è un bravissimo ragazzo, Moroni cerca di sospendere il giudizio, ma le malinconiche immagini della diciottenne e dolcissima Fancy, costretta a stare intere giornate segregata in casa perché la tradizione le vieta di uscire senza il marito, induce a una riflessione su quanto sia lunga e complicata la strada dell'integrazione quando sono in gioco concezioni tanto diverse della libertà individuale» (Alessandra Levantesi, «La Stampa»).

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